Lorem Riviste

Smart working all'estero con datore di lavoro italiano

01 Agosto 2022 |
In caso di smart working e telelavoro non rileva il luogo in cui il lavoratore effettua la connessione per svolgere attività lavorativa che può, quindi, essere resa anche all'estero ma ciò può incidere sugli obblighi fiscali e previdenziali in capo al datore di lavoro.
Premessa

Lo smart working e il remote working rappresentano modalità di svolgimento del lavoro sempre più diffusa. Il 31% di PMI e il 62% di grandi imprese dichiarano di avvalersi dello smart working o del lavoro da remoto, come rileva l'ISTAT (cfr. Situazione e prospettive delle imprese dopo l'emergenza sanitaria COVID-19 del 4 febbraio 2022).

In tale modalità lavorativa il luogo da cui si effettua il collegamento poco rileva ai fini dello svolgimento dell'attività, dunque, il dipendente potrebbe collegarsi e telelavorare anche dall'estero, ossia da una giurisdizione in cui decide – temporaneamente o stabilmente – di risiede e lavorare. Il lavoro a distanza svolto dall'estero presenta, per il datore di lavoro italiano, delle implicazioni fiscali e previdenziali da tenere debitamente in considerazione.

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