Dottrina / Riviste

Il blocco dei licenziamenti COVID-19: i dirigenti possono essere licenziati? Un contrasto nella giurisprudenza

13 Maggio 2021 |
È ormai noto il contrasto insorto in giurisprudenza circa l'inclusione o meno dei dirigenti nell'ambito di applicazione del c.d. “blocco dei licenziamenti” dettato dalla disciplina emergenziale per il COVID-19. L'articolo esamina le posizioni a confronto per concludere in favore della tesi che consente il licenziamento dei dirigenti anche nel periodo di emergenza.
Sommario
La questione

Come noto, nei mesi della pandemia sono state emanate numerose leggi per gestire gli effetti drammatici del COVID-19, riverberatisi anche sul mondo del lavoro. Tra le innumerevoli norme varate dal Legislatore, una delle più rilevanti è quella sul c.d. “blocco dei licenziamenti”, ossia una serie di disposizioni con forza di legge che hanno reso illecito il licenziamento per ragioni economico-organizzative durante il periodo di emergenza nazionale.

Le norme emanate sono state fin da subito lette dagli interpreti come limitate nell'ambito di applicazione a determinate fattispecie, anche sulla base della tecnica normativa adottata dal legislatore. Più in dettaglio, infatti, le norme di nostro interesse hanno vietato il licenziamento individuale ai sensi dell'art. 3 L. 604/66. La precisione del richiamo normativo ha pertanto indotto il coro pressoché unanime dei commentatori a legare l'ambito di applicazione del divieto di licenziamento al più noto e consolidato ambito di applicazione della richiamata disposizione del 1966.

Il Tribunale di Roma, tuttavia, con una recente decisione ha espresso un orientamento opposto; contraddetto peraltro, a stretto giro, da una nuova de...

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