Dottrina / Riviste

Trasparenza salariale: come adeguarsi alla nuova disciplina

16 Settembre 2026 |

A seguito dall’entrata in vigore della nuova normativa sulla trasparenza salariale, emergono le prime difficoltà e criticità. Per adeguarsi alla nuova disciplina occorre cambiare l’organizzazione aziendale; policy retributive, classificazione delle posizioni, criteri di determinazione della retribuzione, sistemi premianti, processi HR e relazioni sindacali.

Nuovo approccio nelle politiche retributive

A distanza di pochi mesi dall’attuazione in Italia della Dir. (UE) 2023/970, avvenuta con il D.Lgs. 96/2026 entrato in vigore il 7 giugno 2026, può essere utile fare una prima ricognizione delle (diverse) questioni applicative che le aziende stanno iniziando concretamente ad affrontare.

E, partendo dalle criticità, cercare di suggerire alcune soluzioni per gestire quella che rappresenta una vera e propria rivoluzione d’approccio delle politiche retributive delle società.

La trasparenza retributiva non rappresenta infatti più un principio astratto, ma una serie di doveri concreti e adempimenti formali cui è obbligatorio adeguarsi, per fornire risposte ai dipendenti, ai sindacati, agli enti chiamati dalla nuova normativa ad intervenire (consigliere di parità, ispettorati del lavoro, organismo di monitoraggio).

Il decreto, in buona sostanza, conferma che la pay transparency deve essere costruita intorno a criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere e sceglie di valorizzare la contrattazione collettiva per la fondamentale operazione di classificazione professionale e retributiva.

Per adeguarsi alla nuova disciplina occorre quindi cambia...

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