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Inadempimento contributivo: le conseguenze per il lavoratore

11 Settembre 2026 |

L’inadempimento contributivo da parte del soggetto obbligato produce effetti sia sul lavoratore che sul datore di lavoro. Secondo il principio dell’automatismo, il lavoratore ha diritto alla tutela previdenziale anche quando l’imprenditore non abbia regolarmente versato i contributi obbligatori. Tale tutela incontra però limiti nella derogabilità da parte di leggi speciali e nell’ambito di applicazione circoscritto alla contribuzione IVS.

Sommario

Inadempimento contributivo e principio dell’automatismo

Il tema delle conseguenze dell’inadempimento contributivo da parte del soggetto obbligato presenta molteplici spunti di approfondimento. In questo primo approfondimento si analizzano gli effetti per il lavoratore, tra principio dell’automatismo e strumenti riparatori e risarcitori. Nel successivo approfondimento si analizzeranno invece le conseguenze per il soggetto obbligato.

All’interno del codice civile, nella Sezione che riguarda il rapporto di lavoro, in una norma che tratta delle Prestazioni, viene enunciato il c.d. principio dell’automatismo o automaticità delle prestazioni: il lavoratore accede alla tutela previdenziale anche quando l’imprenditore non abbia regolarmente versato i contributi obbligatori, salvo le diverse disposizioni delle leggi speciali (art. 2116, c. 1, c.c.). L’espressione della massima tutela del lavoratore, tenuto al riparo dagli inadempimenti contributivi del datore di lavoro, fa però i conti con una serie di limiti in ragione sia della enunciata derogabilità da parte di leggi speciali, sia, per quanto riguarda l’ambito di applicazione circoscritto alla contribuzione IVS (invalidità, vecchiaia e ...

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