Dottrina / Riviste

Il potere disciplinare nell’era degli algoritmi

25 Settembre 2026 |
Lorenzo Gatto

La crescente digitalizzazione della prestazione lavorativa produce una quantità considerevole di evidenze elettroniche che possono assumere valore probatorio in un procedimento disciplinare, ma la loro esistenza non implica automaticamente la loro utilizzabilità.

Le evidenze digitali nel procedimento disciplinare

La crescente digitalizzazione della prestazione lavorativa produce una quantità considerevole di evidenze elettroniche: log di accesso, dati di autenticazione, cronologia delle attività, registrazioni delle piattaforme, e-mail, metadati, geolocalizzazione, dati di utilizzo degli strumenti aziendali e output generati da sistemi automatizzati. Tali elementi possono assumere valore probatorio in un procedimento disciplinare, ma la loro esistenza non implica automaticamente la loro utilizzabilità.

Il problema è stato affrontato dalla Corte di cassazione con particolare chiarezza nella sentenza Cass. 22 settembre 2021 n. 25732. La Corte ha esaminato la compatibilità dei cosiddetti controlli difensivi con il nuovo art. 4 dello Statuto dei lavoratori, distinguendo tra controlli difensivi in senso lato e controlli difensivi in senso stretto. Questi ultimi possono essere effettuati, in presenza di un fondato sospetto circa la commissione di un illecito, per tutelare beni estranei al rapporto di lavoro o prevenire condotte illecite, ma il controllo deve essere mirato e deve riguardare dati acquisiti successivamente all’insorgere del fondato...

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