Dottrina / Riviste

Caporalato: settori più colpiti, rischi e tutele

01 Luglio 2026 |

Il fenomeno del caporalato è antico, ma, nel corso del tempo, assume forme sempre nuove di sfruttamento lavorativo e di approfittamento dello stato di bisogno, come attesta la sua recente versione digitale. Numerose sono le strategie adottate per contrastarlo e le sanzioni introdotte per evitare le sue conseguenze, che ledono gravemente la dignità e la sicurezza dei lavoratori coinvolti.

Il fenomeno del caporalato

Il c.d. caporalato non è una novità: è una pratica di reclutamento irregolare di manodopera diffusa in Italia già verso la fine del XIX secolo, soprattutto nel settore agricolo, sia nelle regioni meridionali, quali, ad esempio, Puglia, Calabria e Campania per la raccolta dei pomodori, sia nelle risaie padane per la raccolta del riso.

Con il boom industriale degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, il fenomeno si è diffuso anche nel settore edile e nell’industria, mantenendo lo stesso meccanismo: un soggetto, il c.d. caporale, funge da intermediario illegale tra l’impresa alla ricerca di manodopera e i lavoratori in stato di bisogno, violando i regolari regimi di collocamento e imponendo condizioni lavorative di grave sfruttamento, lesive della dignità e della sicurezza personale.

In pratica, ieri come oggi, il caporalato consiste nell’elusione della normativa a tutela del lavoratore, concretizzandosi in un vero e proprio sfruttamento e approfittamento dello stato di bisogno. Alla luce di ciò, il rischio di essere intercettati dal caporale di turno e costretti a svolgere l’attività lavorativa in condizioni degradanti oggi riguarda in modo particolare i mig...

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