Dottrina / Best practice

Conversione del premio di risultato in welfare aziendale: a cosa prestare attenzione

18 Maggio 2026 |

La conversione del premio di risultato in welfare aziendale costituisce uno degli strumenti più raffinati di politica retributiva, in quanto consente di trasformare una quota di retribuzione variabile, maturata al raggiungimento di obiettivi incrementali, in beni, servizi e prestazioni aventi una funzione sociale, familiare, educativa, assistenziale, sanitaria o previdenziale.

Sommario

Il caso

Quali sono gli elementi da presidiare affinché  la conversione del premio di risultato in welfare diventi una leva matura di politica retributiva?

Il presupposto per la conversione in welfare del premio di risultato resta quello delineato dall’art. 1, c. 182, L.  208/2015: il premio deve essere di ammontare variabile e la sua corresponsione deve essere collegata a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione, misurabili e verificabili; rientrano nel medesimo regime anche le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa. La disciplina richiede inoltre che le somme e i valori siano erogati in esecuzione di contratti aziendali o territoriali di secondo livello.

Dal 2026, la questione assume una specifica rilevanza pratica. La L. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) ha previsto che, per i premi di produttività e per le somme erogate a titolo di partecipazione agli utili negli anni 2026 e 2027, l’imposta sostitutiva sia applicabile entro il limite complessivo di € 5.000 con aliquota ridotta all’1%. Ne deriva che la conversione in welfare, pur restando fiscalmente e organizzativamente interessante, non deve essere propos...

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