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Trasparenza retributiva: nuovi obblighi informativi verso dipendenti e autorità

03 Giugno 2026 |

Il D.Lgs. 96/2026 di recepimento della Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva, che entrerà in vigore il 7 giugno 2026, prevede nuovi obblighi informativi sia nei confronti dei dipendenti che delle autorità e degli organismi individuati dalla legge. Gli obblighi sono più gravosi per i datori di lavoro con almeno 100 dipendenti.

 

Il D.Lgs. 96/2026 di recepimento della disciplina europea in tema di trasparenza retributiva prevede nuovi obblighi informativi che risultano particolarmente gravosi per i datori di lavoro che abbiano alle loro dipendenze almeno 100 dipendenti.

Tali obblighi risultano articolati in:

1. Obblighi verso i dipendenti

I datori di lavoro devono rendere accessibili ai lavoratori i criteri:

  •  utilizzati per determinare la retribuzione e i livelli retributivi;
  • stabiliti per la progressione economica dei lavoratori.

Per i datori di lavoro che applicano un CCNL stipulato da organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o equivalenti, l’obbligo si intende assolto mediante il rinvio specifico al CCNL applicato, nonché dagli eventuali accordi aziendali (art. 51 D.Lgs. 81/2015).

I datori di lavoro devono, inoltre, informare annualmente tutti i lavoratori del loro diritto di ricevere specifiche informazioni e le modalità per l’esercizio di tale diritto.

In particolare, i lavoratori possono richiedere - non più di una volta all’anno - e ricevere per iscritto, entro 2 mesi dalla richiesta, anche per il tramite dei loro rappresentanti o degli organismi per la parità, su specifica delega, le informazioni sui livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.

2. Obblighi verso enti e associazioni

Per i datori di lavoro con almeno 100 dipendenti sono previsti obblighi aggiuntivi. Devono, infatti, comunicare specifici dati concernenti i divari retributivi di genere, oltre che la percentuale di lavoratori di sesso femminile e di quelli di sesso maschile all’organismo di monitoraggio. I lavoratori, i rappresentanti dei lavoratori, l’Ispettorato del lavoro e gli organismi per la parità hanno diritto di richiedere ai datori di lavoro chiarimenti e ulteriori dettagli in merito ai dati comunicati.

I primi a dover comunicare i dati in questione sono i datori di lavoro con almeno 250 dipendenti, per cui è previsto il termine del 7 giugno 2027 e un obbligo annuale.

Stesso termine è previsto per i datori di lavoro tra 150 e 249 dipendenti e cadenza triennale. Infine, i datori di lavoro fra 100 e 149 dipendenti devono fornire i dati entro il 7 giugno 2031 e successivamente con cadenza triennale.

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