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Decreto 1° maggio: centralità della contrattazione collettiva e determinazione del salario giusto

02 Luglio 2026 |

Il Decreto 1° maggio individua nel trattamento economico complessivo dei CCNL stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative il parametro retributivo di riferimento, condizionando a tale soglia l'accesso agli incentivi occupazionali. Particolare attenzione è dedicata al nuovo sistema di monitoraggio fondato sull'interoperabilità delle banche dati pubbliche e sul controllo algoritmico delle dinamiche salariali.

Sommario

Riferimenti normativi

DL 62/2026

Inquadramento

Il c.d. Decreto 1° maggio (DL 62/2026, rubricato “Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all'occupazione e di contrasto del caporalato digitale”), inserendosi all’interno di un sistema normativo e istituzionale già indirizzato al rispetto della giusta retribuzione (art.  36 Cost.), è tornato sulla questione salariale, tanto rilevante quanto discussa, riaffermando la centralità della contrattazione collettiva nella regolazione del mercato del lavoro.

Confermata la direzione originariamente intrapresa, che ha inteso evitare la fissazione di una soglia retributiva uniforme di origine legale, il legislatore ha dunque nuovamente privilegiato la dimensione contrattuale, rafforzando al contempo l’infrastruttura pubblica dei dati e affiancandovi un uso selettivo delle norme incentivanti.

Il DL 62/2026, difatti, ha introdotto disposizioni non solo in materia di retribuzione, ma ha anche prorogato e rimodulato vari incentivi alle assunzioni (giovani, donne, ZES e stabilizzazioni), nonché introdotto misure di controllo in relazione ai rapporti di lavoro intermediati da piattaforme digitali.

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