Dottrina / Riviste

Rafforzamento della contrattazione collettiva e salario giusto nel Decreto 1° maggio

04 Maggio 2026 |

Il c.d. Decreto 1° maggio introduce una serie di disposizioni allo scopo di rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva comparativamente più rappresentativa sul piano nazionale e di incentivare il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro. Per la prima volta nel nostro ordinamento si fa riferimento al principio di “salario giusto” per la cui individuazione si deve prendere a riferimento il trattamento economico complessivo previsto dai contratti leader.

Sommario

Scopo delle misure introdotte

Il Governo con il DL 62/2026 introduce una serie di disposizioni allo scopo di rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva comparativamente più rappresentativa sul piano nazionale e di incentivare il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro. Valorizzando l’esperienza e la tradizione della contrattazione collettiva che caratterizza il tessuto produttivo ed il sistema delle relazioni industriali del nostro Paese, per la prima volta nel nostro ordinamento si fa riferimento al principio di “salario giusto” per la cui individuazione si deve prendere a riferimento il trattamento economico complessivo (TEC) previsto dai contratti Leader.

Per dare effettività al sistema del salario giusto, viene poi previsto il potenziamento delle attività di monitoraggio ed analisi degli Enti preposti al controllo delle condizioni di lavoro sviluppando, attraverso l’interoperatività delle banche dati, sistemi di analisi dei dati retributivi.

Rafforzamento della contrattazione collettiva, “salario giusto” e criteri per la sua individuazione

L’art. 7 DL 62/2026, in mancanza (e nell’attesa) di una norma specifica sulla rappresentanza, cerca di fare un passo ...

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