Dottrina / Schede d'autore

Conciliazione sindacale delle controversie di lavoro

16 Aprile 2026 |

La conciliazione sindacale costituisce un importante strumento per la risoluzione stragiudiziale delle controversie di lavoro la cui finalità è quella di definire i contenziosi in essere tra le parti, anche in pendenza di un giudizio, attraverso un conciliatore designato dalla sigla sindacale a cui il lavoratore conferisce mandato e che garantisce l’equilibrio e la correttezza del verbale sottoscritto.

La conciliazione per la definizione delle controversie lavoristiche

La caratteristica del processo del lavoro è quella di consentire, prima ancora del suo incardinarsi davanti al Giudice designato, la conciliazione delle controversie in fase stragiudiziale, con l’assistenza dei legali delle parti o di un rappresentante sindacale. In questo senso, la conciliazione sindacale definita dall’art. 411 c.p.c. consente di accedere a un semplice, e veloce, meccanismo di definizione della lite, la cui validità è garantita dalla “copertura” offerta dalla presenza di un terzo, il conciliatore sindacale designato da una delle parti richiedenti.

Volendo semplificare, la conciliazione presenta le seguenti caratteristiche:

- è una procedura su istanza delle parti, le quali raggiungono un accordo stragiudiziale per la definizione delle rispettive pendente e formalizzano l’accordo in sede protetta;

- il verbale è inoppugnabile ai sensi di quanto disposto dall’art. 2113 cod. civ. purché vi sia l’effettiva assistenza sindacale (anche se si tratta dell’associazione di categoria del datore di lavoro) e comunque purché sia un verbale esente da vizio del consenso;

- il verbale è titolo esecutivo che vien...

Contenuto riservato agli abbonati.
Vuoi consultarlo integralmente?

Sei un abbonato

Non sei un abbonato

Se vuoi maggiori informazioni contatta il tuo agente di zona