Dottrina / Riviste

Videosorveglianza e controllo a distanza dell’attività lavorativa: adempimenti e limiti

24 Aprile 2026 |
Bartolomeo Tagliaferri

Il controllo a distanza dell’attività lavorativa richiede un delicato bilanciamento tra esigenze datoriali e diritti dei lavoratori. La disciplina, fondata sull’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, è integrata dalla normativa privacy, dalla prassi dell’INL e del Garante della Privacy e dalla giurisprudenza.

Bilanciamento di interessi

La videosorveglianza e, più in generale, il controllo a distanza dell’attività dei lavoratori costituisce un ambito particolarmente delicato del diritto del lavoro, nel quale si rende necessario un bilanciamento tra interessi contrapposti. Da un lato si collocano la libertà d’iniziativa economica, la tutela del patrimonio e le esigenze produttive delle imprese dall’altro vi sono i diritti dei lavoratori allo svolgimento dell’attività lavorativa in maniera libera e dignitosa, nonché il diritto alla privacy.

In questo contesto, il tema del controllo a distanza deve essere inserito in un quadro più ampio che tenga conto dei sistemi digitali e degli strumenti tecnologici idonei ad incidere, anche solo potenzialmente, sulla sfera professionale del lavoratore.

L’attuale disciplina trova il suo fondamento nello Statuto dei Lavoratori (artt. 4 e 38 L.300/70), che risulta oggi integrato dalla normativa privacy, nonché dall’apporto interpretativo della giurisprudenza e dalla prassi amministrativa dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), del Ministero del Lavoro e del Garante per la protezione dei dati personali.

Soggetti e ruoli

Il datore di lavoro è il s...

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