Individuazione del contratto collettivo nell'appalto privato: implicazioni operative05 Marzo 2026
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L'introduzione di più stringenti normative in materia di appalti privati ha segnato una svolta nella lotta al dumping contrattuale e alla concorrenza sleale basata sulla compressione dei costi del lavoro, imponendo a committenti, appaltatori e consulenti un'analisi più complessa e una due diligence rafforzata per garantire la conformità ed evitare conseguenze patrimoniali e sanzionatorie. Inquadramento Il DL 19/2024 conv. in L. 56/2024, ha introdotto una disposizione di fondamentale importanza, il comma 1-bis all'art. 29 D.Lgs. 276/2003, che ridefinisce i parametri per la determinazione del trattamento economico e normativo dei lavoratori impiegati negli appalti di opere e servizi. Questo intervento legislativo, pur mirando a estendere le tutele, impone a committenti, appaltatori e consulenti un'analisi più complessa e una due diligence rafforzata per garantire la conformità ed evitare pesanti conseguenze patrimoniali e sanzionatorie. Principio di parità di trattamento sostanziale Il cuore della riforma è rappresentato dalla nuova formulazione normativa, che stabilisce un principio di parità di trattamento sostanziale per i lavoratori coinvolti in esternalizzazioni. Il testo recita: "Al personale impiegato nell'appalto di opere o servizi e nel subappalto spetta un trattamento economico e normativo complessivamente non inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale e territoriale stipulato dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, applicato nel settore e per la zona st... Contenuto riservato agli abbonati. |