Dottrina / Riviste

Lavoro autonomo occasionale: requisiti e limiti

27 Febbraio 2026 |

Il lavoro autonomo occasionale si configura come un’attività svolta prevalentemente con lavoro proprio, senza vincoli di subordinazione né coordinamento con il committente e, soprattutto, in modo episodico e non organizzato. Qualora il reddito derivante da attività di lavoro autonomo occasionale superi gli € 5.000 annui, il prestatore sarà tenuto all’iscrizione nella Gestione Separata INPS e al versamento della relativa contribuzione

Come nasce e quando si configura

Può capitare che si renda necessaria una prestazione di lavoro una tantum o sporadica per la quale l’imprenditore decida di affidare ad un collaboratore esterno al proprio organico un compito, progetto, servizio o attività da svolgere in totale autonomia, senza alcun vincolo di subordinazione. Quando dall’altra parte si trova un soggetto non ancora strutturato e con un’attività continuativa può instaurarsi una collaborazione autonoma occasionale. Pensiamo, ad esempio, ad un imprenditore che si occupa di vendita al dettaglio di vestiti e che affida una tantum ad un terzo il progetto di apertura del proprio sito web e-commerce e che trova, in uno studente o soggetto occupato in altra attività le giuste caratteristiche professionali. In casi come questo si può stipulare un contratto di collaborazione autonoma occasionale.

Il lavoro autonomo occasionale trae le proprie fondamenta dall’art. 2222 c.c.: trattasi di una prestazione d’opera o servizio che un individuo si impegna a compiere verso un corrispettivo, con lavoro prevalentemente proprio e senza alcun vincolo di subordinazione nei confronti del committente. Gli elementi che contraddistinguono tale...

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