Dottrina / Riviste

Rinunce e transazioni del diritto del lavoro: strumenti e tutele

25 Febbraio 2026 |

Durante il rapporto di lavoro subordinato il lavoratore può liberamente rinunciare ai diritti c.d. disponibili che gli sono stati attribuiti. Il lavoratore può formalizzare la sua decisione attraverso gli strumenti di rinunce e transazione, i quali, però, sono nulli o impugnabili se hanno ad oggetto diritti indisponibili, poiché fondamentali e inderogabili in quanto garantiti dalla legge a tutela del lavoratore.

Diritti disponibili e indisponibili

All'interno del rapporto di lavoro coesistono sia diritti disponibili che diritti indisponibili: i primi fanno riferimento a quelli di cui il lavoratore può liberamente disporre, spesso di natura patrimoniale che derivano da specifici accordi.

Tra questi, si possono includere quelli derivanti da accordi individuali volti a regolare determinati istituti anche di carattere economici, tra cui:

  • il superminimo o ulteriori elementi retributivi che eccedono il minimo tabellare;
  • la pattuizione del periodo di preavviso, se non previsto dal contratto collettivo e se eccede il limite legale previsto;
  • la stipula del patto di non concorrenza, valido dopo la cessazione del rapporto di lavoro.

I diritti indisponibili, invece, essendo pilastri del rapporto di lavoro normativamente garantiti, sono irrinunciabili, rientrano ad esempio:

  • il riposo minimo settimanale e alle ferie minime annuali, ai sensi dell'art. 36 Cost., poiché sono finalizzati al recupero psico-fisico del lavoratore e non possono essere oggetto di rinuncia;
  • il diritto ad una retribuzione dignitosa, sempre previsto dall'art. 36 Cost., attraverso il rispetto del minimo tabellare previ...

Contenuto riservato agli abbonati.
Vuoi consultarlo integralmente?

Sei un abbonato

Non sei un abbonato

Se vuoi maggiori informazioni contatta il tuo agente di zona