Dottrina / Riviste

Lavoro nello spettacolo: l’importanza della verifica della prestazione effettivamente svolta

04 Febbraio 2026 |

In ogni rapporto di lavoro la qualificazione giuridica richiede un’analisi della prestazione concretamente resa. Nel settore dello spettacolo tale verifica assume una rilevanza peculiare, in quanto la disciplina previdenziale individua e tipizza specifiche attività e figure professionali, rendendo l’accertamento delle modalità effettive di svolgimento della prestazione determinante ai fini dell’inquadramento e dei conseguenti obblighi contributivi e fiscali.

Ambito applicativo 

Nel processo di riordino avviato dalla L. delega 106/2022 – che mira anche a una revisione delle regole contrattuali e delle tutele per il lavoro autonomo – resta, allo stato, decisiva la corretta delimitazione del perimetro applicativo del “lavoro nello spettacolo”. In attesa del completamento dei decreti attuativi e della prospettata codificazione organica della materia (Codice dello Spettacolo), la qualificazione continua infatti a fondarsi su criteri già consolidati dalla normativa vigente, dalla giurisprudenza e dalla prassi.

In questo quadro, la centralità della prestazione impone di verificare se l'attività concretamente svolta rientri tra quelle che l'ordinamento considera “dello spettacolo” ai fini previdenziali. Il riferimento resta l'art. 3 D.Lgs. CPS 708/47, come aggiornato, che individua le categorie di lavoratori soggette all'assicurazione obbligatoria del settore, oggi confluita all'INPS nel Fondo Pensioni per i Lavoratori dello Spettacolo. Tuttavia, l'elencazione normativa, pur ampia, non esaurisce ogni ipotesi concreta, rendendo necessario un accertamento sostanziale della prestazione.

La giurisprudenza ha chiarito che possono rientrare ne...

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