Dottrina / Riviste

Destinazione del TFR e previdenza complementare nella Legge di Bilancio 2026

13 Gennaio 2026 |

La Legge di Bilancio 2026 interviene in modo incisivo sulla previdenza complementare, ridefinendo la gestione del TFR, introducendo un meccanismo di adesione automatica e rivedendo le prestazioni erogabili dai fondi pensione. La disciplina impone nuovi obblighi informativi e scelte operative, con effetti rilevanti su adesioni e prestazioni specie per i lavoratori più giovani.

Un intervento strutturale sulla previdenza complementare

I commi da 201 a 205 dell'art. 1 L. 199/2025 realizzano un intervento di portata strutturale sulla previdenza complementare, incidendo su snodi essenziali dell'impianto delineato dal D.Lgs. 252/2005, modificando regole su adesioni, TFR, informazione e prestazioni, ma con un chiaro baricentro politico-previdenziale: rafforzare il secondo pilastro in funzione compensativa rispetto alla progressiva contrazione delle prestazioni della previdenza obbligatoria.

La tecnica normativa adottata non riscrive l'architettura complessiva del sistema, ma ne altera alcuni aspetti concreti, spostando l'equilibrio tra volontarietà e automatismi e ridefinendo il rapporto tra libertà di scelta del lavoratore e indirizzo pubblico delle decisioni previdenziali.

Prima di esaminare le novità apportate dall'intervento di fine anno, peraltro, è bene rilevare le stesse siano destinate a entrare in vigore dal 1° luglio 2026, in ragione della necessità di consentire alla COVIP (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) di emanare nuove istruzioni in merito e, conseguentemente alle fonti istitutive e costitutive delle forme pensionistiche complementar...

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