L’obbligo di repêchage: tutele in caso di licenziamento illegittimo18 Dicembre 2025
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L'obbligo di repêchage: il bilanciamento tra interessi contrapposti L'obbligo di repêchage impone al datore di verificare la possibilità di una diversa collocazione del lavoratore prima di procedere al licenziamento per giustificato motivo oggettivo (GMO). È un istituto di origine pretoria, poi consolidato come regola generale, poiché nessuna disciplina legislativa sul licenziamento ne contiene un riferimento espresso. Le sue radici affondano nella prassi arbitrale maturata sotto gli Accordi interconfederali del 1950 e del 1965, che già subordinavano il recesso all'impossibilità di adibire il lavoratore a mansioni diverse. Tale limite è progressivamente divenuto parte integrante del GMO, fino a configurare, oggi, un vero requisito di legittimità del licenziamento: il datore deve provare l'impossibilità di ricollocare il dipendente in altra posizione utile. La ratio dell'istituto risiede nel necessario bilanciamento tra l'interesse dell'impresa e quello del lavoratore alla conservazione del posto, coerentemente con l'idea del licenziamento comeextrema ratio in un ordinamento che attribuisce rilievo costituzionale alla tutela del lavoro. Il repêchage agisce anche come strumento di ... Contenuto riservato agli abbonati. |