Mensa aziendale, buoni pasto e indennità sostitutiva di mensa02 Gennaio 2026
|
Il datore di lavoro può mettere a disposizione dei propri dipendenti un servizio di mensa, interno o esterno all’azienda, che non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente. Lo stesso vale nel caso in cui il datore decida di erogare buoni pasto ai dipendenti o corrisponda indennità sostitutive di mensa. In queste due ipotesi, tuttavia, il regime di esenzione è soggetto a limiti di importo. Inquadramento Nel quadro della disciplina del reddito di lavoro dipendente, la somministrazione di vitto ai dipendenti, da parte dei datori di lavoro, può avvenire nelle seguenti modalità: a) attraverso un servizio mensa, che può essere gestito direttamente dal datore di lavoro oppure affidato a terzi; b) con la prestazione di servizi sostitutivi di mense aziendali (buoni pasto/ticket restaurant); c) con la corresponsione di una somma a titolo di indennità sostitutiva di mensa. Ciascuna delle diverse modalità di somministrazione del vitto ai dipendenti è soggetta ad uno specifico trattamento fiscale e contributivo. Il datore di lavoro deve stabilire, in relazione alle singole categorie di lavoratori, quale modalità di erogazione applicare. In particolare, il datore di lavoro è libero di scegliere la modalità per la somministrazione del vitto che ritiene più facilmente adottabile in funzione delle proprie esigenze organizzative e dell'attività svolta, nonché prevedere più sistemi contemporaneamente. Potrebbe, ad esempio, decidere di istituire il servizio mensa e nello stesso tempo di corrispondere un'indennità sostitutiva o i buoni pasto ai dipendenti che per esigenze di servizio n... Contenuto riservato agli abbonati. |