Dottrina / Riviste

Rivoluzionata la tutela per i licenziamenti illegittimi irrogati dalle piccole imprese

25 Luglio 2025 |

La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la previsione del tetto massimo di 6 mensilità, ai fini della quantificazione dell’indennità risarcitoria dovuta, in caso di licenziamento illegittimo, dalle imprese che occupano meno di 15 dipendenti. La pronuncia segna un punto di rottura epocale con i principi formatori del Jobs Act, spostando ulteriormente il baricentro della tutela verso il lavoratore e favorendo così il fenomeno socio-giuridico della così detta “job property”.

Jobs Act

Tra gli obiettivi precipui della Riforma del diritto del lavoro del 2015, nota come Jobs Act, vi era certamente quello di attualizzare la normativa giuslavoristica in materia di assunzioni e di licenziamenti, con un occhio di riguardo per lo sviluppo delle piccole e medie imprese sul territorio italiano, la cui diffusione, già allora, costituiva un elemento caratterizzante del tessuto economico nazionale.

Più nel dettaglio, con riferimento alla disciplina dei licenziamenti, il D. Lgs. 23/2015 introduce il così detto sistema a tutele crescenti che ha sostituito la disciplina prevista dall'art. 18 Statuto dei Lavoratori (L. 300/70), almeno per coloro che vengono assunti a tempo indeterminato, con vincolo di subordinazione, a partire dal 7 aprile 2015, data di entrata in vigore del predetto Decreto. La normativa in esame ha introdotto un nuovo regime sanzionatorio per i licenziamenti illegittimi avente come sanzione principale il pagamento di un'indennità risarcitoria, il cui ammontare è parametrato all'anzianità di servizio maturata dal lavoratore al momento del licenziamento. Da qui deriva l'espressione “sistema a tutele crescenti”.

Per converso, la reintegrazione del lavo...

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