Dottrina / Riviste

Rappresentanza sindacale nell’economia digitale: nuovi soggetti e nuove esigenze

11 Luglio 2025 |
Lorenzo Gatto

L’economia digitale ha prodotto una trasformazione profonda delle modalità di organizzazione e prestazione del lavoro. L’ascesa delle tecnologie digitali, l’intelligenza artificiale, la diffusione del lavoro da remoto e l’intermediazione algoritmica hanno messo in discussione la nozione classica di rapporto di lavoro subordinato e, con essa, l’efficacia delle strutture tradizionali di rappresentanza sindacale.

Limiti del quadro normativo vigente

L'ordinamento italiano, attraverso la L. 300/70 (c.d. Statuto dei lavoratori), riconosce la libertà sindacale e l'esercizio dei diritti collettivi. L'art. 14 L. 300/70 garantisce ai lavoratori, senza distinzione di qualifica, il diritto di costituire associazioni sindacali, mentre l'art. 19 disciplina la costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali (RSA) nei luoghi di lavoro. Tuttavia, l'effettiva costituzione delle RSA è subordinata alla presenza in azienda di almeno 15 dipendenti, limite che costituisce un ostacolo alla rappresentanza nei contesti lavorativi caratterizzati da frammentazione, autonomia contrattuale e assenza di sedi fisiche centralizzate.

Analogamente, l'art. 28 dello Statuto prevede il ricorso giudiziario in caso di condotta antisindacale da parte del datore di lavoro, ma la sua applicabilità si riduce in presenza di soggetti formalmente qualificati come lavoratori autonomi o collaboratori esterni.

Il D.Lgs. 81/2015, riformato dalla L. 128/2019, ha introdotto alcune aperture verso la tutela dei lavoratori eterorganizzati, riconoscendo ai collaboratori che svolgano attività in forma personale e continuativa, e sotto il...

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