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Il lavoro a chiamata dopo l'abrogazione del Regio Decreto sulle attività discontinue

15 Luglio 2025 |

L'abrogazione della norma di riferimento per l'individuazione delle attività di natura discontinua pone interrogativi significativi sull'assetto attuale e futuro della disciplina del contratto di lavoro intermittente, c.d. a chiamata, in attesa dell'emanazione del previsto decreto sostitutivo.

Sommario

L'intervento normativo

L'adozione della L. 56/2025, ha segnato un'importante svolta nella politica di semplificazione normativa, mediante l'abrogazione di oltre 30.000 atti normativi di epoca prerepubblicana (1861-1946), tra cui il R.D. 2657/1923.

Quest'ultimo ha storicamente rappresentato un punto di riferimento per l'individuazione delle attività di natura discontinua, quali presupposti oggettivi per la legittima applicazione del contratto di lavoro intermittente disciplinato dagli artt. 13-18 D.lgs.  81/2015.

La rimozione di tale norma, che era stata recepita anche nel D.M.  23 ottobre 2004, pone interrogativi significativi sull'assetto attuale e futuro della disciplina del contratto a chiamata, in attesa dell'emanazione del previsto decreto sostitutivo così come disposto dall'ultimo periodo dell'art. 13 D.Lgs. 81/2015.

Il contratto di lavoro intermittente

Il contratto di lavoro intermittente, comunemente denominato "a chiamata", rappresenta una tipologia contrattuale atipica del lavoro subordinato, concepita per far fronte a esigenze occupazionali caratterizzate da discontinuità o saltuarietà nell'erogazione della prestazione lavorativa.

Tale contratto può ...

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