Dottrina / Riviste

L'esercizio del potere disciplinare del datore di lavoro

20 Giugno 2025 |

Il potere disciplinare del datore di lavoro costituisce lo strumento attraverso il quale viene assicurato il corretto adempimento delle obbligazioni contrattuali da parte dei lavoratori dipendenti. L’esercizio di tale potere segue precise regole procedurali e sostanziali che garantiscono un equilibrio tra le esigenze organizzative del datore e la tutela della dignità e dei diritti dei lavoratori.

Il potere sanzionatorio del datore

La disciplina del potere disciplinare del datore di lavoro si caratterizza per una stratificazione di fonti normative che ne definiscono i suoi contorni essenziali. Il primo fondamento si rinviene nell'art. 2106 c.c., che stabilisce la possibilità per il datore di lavoro di applicare sanzioni disciplinari in caso di inosservanza degli obblighi di diligenza, obbedienza e fedeltà del prestatore di lavoro, così come delineati dalle disposizioni contenute negli artt. 2104 e 2105 c.c.

L'art. 2106 c.c., apparentemente essenziale nella sua formulazione che consente di “dar luogo all'applicazione di sanzioni disciplinari, secondo la gravità dell'infrazione e in conformità delle norme corporative”, ha rappresentato per lungo tempo l'unico riferimento legislativo in materia. La norma lascia ampia discrezionalità al datore di lavoro nell'esercizio del potere sanzionatorio, in quanto espressione del più ampio potere di organizzazione dell'impresa attribuito dall'art. 2086 c.c., prevedendo l'unico limite relativo al rispetto di un criterio di proporzionalità e adeguatezza della sanzione irrogata.

Un deciso cambio di paradigma si è avuto con lo Statuto dei Lav...

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