Dottrina / Riviste

Diritto alla disconnessione: smart working e nuovi approcci

28 Gennaio 2025 |

L'individuazione della durata massima della prestazione lavorativa e il diritto al riposo rappresentano da sempre una preoccupazione per il legislatore, data la necessità di preservare la salute del lavoratore e di garantire la promozione dello sviluppo della persona. Per questa ragione, è stato introdotto il diritto alla disconnessione, al fine di impedire al lavoratore di subire le conseguenze dannose derivanti da una continuità indistinta della pretesa della prestazione di lavoro.

Sommario

Durata massima dell'orario di lavoro e diritto al riposo

La limitazione della durata della prestazione lavorativa è da sempre una preoccupazione del legislatore, per le sue connessioni con la salute dei lavoratori e la necessità di garantire condizioni dignitose della loro vita personale, familiare, sociale, evitando, anche attraverso la disciplina dell'orario di lavoro, la possibilità di forme di sfruttamento. Non è un caso perciò che troviamo disciplinate puntualmente le prescrizioni per l'organizzazione dell'orario di lavoro, con una impronta, tracciata dal D.Lgs. 66/2003, attuativo delle indicazioni dettate a livello comunitario (Dir. (UE) 93/104 e 2000/34), evidentemente destinata a definire i limiti della pretesa della prestazione lavorativa del lavoratore subordinato.

L'evoluzione delle modalità di gestione del rapporto di lavoro subordinato e della sua organizzazione, ha richiesto previsioni sempre più di dettaglio e sempre più attente alle esigenze diverse che un approccio moderno al contesto del lavoro subordinato richiede. Emergono così via via, la necessità di garantire al lavoratore un'adeguata alternanza tra vita lavorativa ed esigenze familiari e sociali, con una at...

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