Dottrina / Riviste

Il rapporto di lavoro dei dirigenti: aspetti peculiari

06 Settembre 2024 |

Tra le “categorie dei prestatori di lavoro” elencate dall’art. 2095 c.c., la figura del dirigente si distingue per ampi tratti di specialità che ne caratterizzano il rapporto di lavoro e la sua relativa gestione: dalla applicazione “attenuata” degli istituti tipici del lavoro subordinato, passando per la apposita disciplina di fonte collettiva, fino alle deroghe alla normativa in materia di licenziamento.

La figura del dirigente

L'art. 2095 c.c. (rubricato “Categorie dei prestatori di lavoro”), nel distinguere i lavoratori subordinati in quattro categorie (dirigenti, quadri, impiegati e operai), rinuncia a delinearne i requisiti di identità giuridica, rimandando ad altre fonti di rango legislativo o collettivo.

In virtù di tale rinvio, e in assenza di una precisa definizione da parte della legge, tale pronunciamento è stato assolto dall'apposita contrattazione collettiva delle diverse aree dirigenziali (industria, commercio, assicurativo-bancario, etc.) nonché dalla giurisprudenza, ove concordemente si identifica il dirigente come colui che, in stretta prossimità all'imprenditore, è investito di “competenze, responsabilità e autonomia decisionale” con riferimento all'intera compagine aziendale o ad un ramo o settore di essa.

Il dirigente, dunque, è un lavoratore subordinato dotato di un elevato grado di responsabilità e autonomia decisionale nei confronti del proprio datore di lavoro. Secondo l'indirizzo giurisprudenziale, infatti, il dirigente è un “alter ego” dell'imprenditore, potendo – con le sue funzioni autonome, e in virtù della ampia fiducia di cui gode – imprimere un indir...

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