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Liquidazione giudiziale: la tutela del reddito dei lavoratori sospesi

19 Agosto 2024 |

Il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (“CCII”) conferisce un fondamento giuridico specifico alla sorte dei contratti di lavoro subordinato, distinguendoli dalla massa dei contratti pendenti. Tuttavia, la mancata previsione di una forma di sostegno al reddito di “sistema”, nel periodo di sospensione dei rapporti di lavoro avviato con la dichiarazione di liquidazione giudiziale, non risolve tutte le criticità che hanno caratterizzato il quadro normativo previgente.

Sommario
Le finalità della riforma del fallimento

La disciplina della procedura di liquidazione giudiziale contenuta nel Titolo V del 14/2019 – noto come Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (“CCII”) – riserva una particolare attenzione alla regolazione dei “rapporti di lavoro” (art. 189), con l'intento di conferire maggiore rilevanza alla tutela dei lavoratori.

Questo obiettivo si propone di ridurre il divario tra il diritto del lavoro, tradizionalmente orientato alla salvaguardia occupazionale dei lavoratori, e le finalità tipiche del diritto fallimentare, orientato alla tutela degli interessi della massa dei creditori, inclusi i lavoratori stessi.

Tra i principi riformatori della Legge Delega 19 ottobre 2017 n. 155, infatti, vi è stata anche la ricerca di una più efficace armonizzazione e coordinamento tra gli effetti delle procedure di gestione della crisi e dell'insolvenza del datore di lavoro e i principali istituti del diritto del lavoro, quali il licenziamento, le forme assicurative e di integrazione salariale, il trattamento di fine rapporto e le modalità di insinuazione al passivo.

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