Dottrina / Riviste

Lavoro familiare e presunzione di gratuità

01 Luglio 2024 |

La tipica presunzione di onerosità, che caratterizza il diritto del lavoro, in presenza di un rapporto di lavoro reso da parte dei familiari viene meno. Storicamente, infatti, si ritiene che l'apporto di lavoro del familiare, per l'attività imprenditoriale di famiglia e/o per il capo/capa famiglia, sia caratterizzato da gratuità, poiché motivato da uno spirito solidaristico e affettivo.

Sommario
Principio di onerosità nel diritto del lavoro

Com'è noto, il diritto del lavoro è caratterizzato da un principio di onerosità. In buona sostanza, generalmente, si ritiene che, laddove vi sia la resa di una prestazione di lavoro, alla stessa debba corrispondere una controprestazione economica, come prima tutela per il lavoratore.

Il suddetto principio è insito nella definizione normativa del lavoratore subordinato, ma anche del lavoratore autonomo.

Difatti:

  • ai sensi dell'art. 2094 c.c., è prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell'impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore;
  • ai sensi dell'art. 2222 c.c., quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme relative al contratto d'opera.

Sulla questione, anche la giurisprudenza reiteratamente è intervenuta, evidenziando “che ogni attività oggettivamente configurabile come prestazione di lavoro si deve presumere come effettuata a titolo oneroso” (cfr. ex pluri...

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