Dottrina / Riviste

La tutela dei lavoratori nel cambio appalto tra sicurezza sociale e libertà d'impresa

22 Dicembre 2023 |

La gestione dei rapporti di lavoro nell'ambito dei contratti di appalto è da sempre oggetto di particolare attenzione da parte del legislatore, in considerazione della ritenuta necessità di maggiore tutela delle condizioni dei lavoratori coinvolti, per effetto della potenziale interferenza tra il datore di lavoro effettivo e la posizione del committente, per la necessità di garantire l'adeguatezza delle condizioni delle prestazioni di lavoro, nonché per la garanzia della stabilità occupazionale.

Sommario
Cambio appalto: interessi contrapposti

La stabilità occupazionale rappresenta una condizione di significativo rilievo, perché individua un momento di particolare debolezza per i lavoratori, quello del cambio appalto, considerata la cessazione della prestazione oggetto dell'appalto, il subentro di una nuova realtà imprenditoriale, e la conseguente possibilità che perciò solo i lavoratori precedentemente occupati perdano il posto di lavoro, in favore dei dipendenti dell'appaltatore subentrante. Ciò a discapito della stabilità occupazionale e della solidità del mercato del lavoro. Fanno fronte a tali esigenze la contrattazione collettiva e, per gli appalti pubblici, le norme di legge, attraverso le cosiddette “clausole sociali”, condizioni contrattuali destinate appunto a garantire la continuità delle prestazioni lavorative in caso di cambio appalto, dando atto della sostanziale continuità dell'attività sottesa al contratto di appalto. Se tali previsioni appaiono conformi agli obiettivi di tutela e promozione del lavoro, fondanti la nostra Costituzione e declinati dall'art. 35, immediato è il confronto con l'art. 41 della stessa Carta fondamentale, considerati gli identici rango e ...

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