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I controlli dell’attività dei lavoratori

21 Febbraio 2025 |

Il potere di controllo del datore di lavoro è una conseguenza diretta del potere direttivo e nasce dalle necessità di verificare che le prestazioni dei lavoratori siano concretamente eseguite sulla base delle mansioni assegnate e che il regolamento aziendale sia rispettato e dall'esigenza di tutelare la proprietà aziendale contro eventuali furti o danni. Resta però dovuto in tutti i casi il rispetto della disciplina dei controlli a distanza.

Inquadramento

Il controllo sulla prestazione lavorativa

Il datore di lavoro può esercitare sul prestatore di lavoro il potere direttivo ed il conseguente potere disciplinare anche attraverso il controllo sulla prestazione lavorativa.

L'esercizio del potere di controllo non è però illimitato e assoluto, ma incontra innanzitutto un limite oggettivo dettato dalla possibilità di esercitarlo solo sulla prestazione lavorativa. In particolare, potrà limitarsi a verificare se il lavoratore (art. 2104 e 2105 c.c.), osservi:

  • la diligenza dovuta;
  • le direttive datoriali;
  • gli obblighi di fedeltà.

Nell'esercizio del controllo il datore di lavoro dovrà rispettare il limite soggettivo della libertà, della dignità e della riservatezza del lavoratore.

Soggetti

I controlli sulla prestazione lavorativa del dipendente possono essere effettuati direttamente dal datore di lavoro, dai superiori gerarchici del dipendente o da un soggetto terzo; ad esempio, dal personale di vigilanza.

Tuttavia, l'art. 3 L. 300/70, nel rispetto della libertà e dignità del lavoratore, prevede che i nominativi e le mansioni specifiche del personale di vigilanza siano comunicati ai lavoratori interessati.

Il ricorso a person...

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