Dottrina / Riviste

La forfettizzazione dello straordinario

28 Giugno 2023 |
Francesco Geria
La retribuzione corrisposta ai lavoratori, oltre a dover osservare i valori definiti dal contratto collettivo applicato, può essere oggetto di ulteriori accordi individuali tra datore di lavoro e dipendente, attraverso i quali riconoscere somme e componenti aggiuntive. Questi trattamenti possono essere costituiti da varie voci retributive sia a carattere fisso che variabile. Un particolare elemento retributivo è lo straordinario forfettizzato che deve esser attentamente gestito stante le sue peculiarità.
La retribuzione

Definiamo, in prima analisi, cosa si intenda per “retribuzione” e quali siano i suoi elementi determinanti e costitutivi.

La retribuzione, infatti, è da considerarsi come il corrispettivo dovuto per l'effettiva prestazione fornita dal lavoratore a favore del datore di lavoro, in ragione del configurarsi di un rapporto di lavoro subordinato così come disciplinato dall'art. 2094 c.c.

Il contratto di lavoro subordinato, infatti, in rispetto di quanto sancito dall'art. 2099 c.c., è da definirsi come un contratto oneroso a prestazioni corrispettive. Non vi può essere prestazione lavorativa senza retribuzione, salvo le fattispecie stabilite dalla norma nei quali, pur non sussistendo l'attività lavorativa, la retribuzione è dovuta (es: ferie, permessi, malattia etc) o nei rari casi in cui sia ammessa la prestazione a titolo gratuito come nel caso del lavoro familiare.

L'art. 2094 c.c. sembra non porre dubbi: “è prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell'impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore”.

Uno degli elementi essenziali del contratto di lavoro su...

Contenuto riservato agli abbonati.
Vuoi consultarlo integralmente?

Sei un abbonato

Non sei un abbonato

Se vuoi maggiori informazioni contatta il tuo agente di zona