Lorem Riviste

Note di variazione IVA: tra novità normative e chiarimenti prassi

20 Giugno 2022 |
Le note di variazione dette anche “in aumento” (nota di debito o fattura integrativa) e “in diminuzione” (nota di credito) sono fatture integrative che vengono emesse quando, dopo l'emissione o registrazione del documento originario, si sono verificate variazioni di quanto fatturato/registrato. Individuato in sintesi il regime disciplinato dal Decreto IVA, l'analisi passa alle novità del Decreto “Sostegni-bis” in merito ai presupposti per procedere alle note di variazione in diminuzione in caso di procedure concorsuali.
Sommario
Note di debito

L'art. 26 c. 1 DPR 633/72 (d'ora in poi anche solo il “Decreto IVA”) disciplina l'obbligo per il cedente o prestatore di emettere una nota (c.d. nota di variazione in aumento o nota “di debito”) qualora, successivamente all'emissione o registrazione della fattura, l'ammontare dell'imponibile di un'operazione o dell'imposta aumenta (“per qualsiasi motivo, compresa la rettifica di inesattezze della fatturazione o della registrazione”).

L'emissione della nota di variazione è quindi un obbligo (salvo l'ipotesi di emissione a seguito di accertamento a carico del cedente/prestatore nell'esercizio del diritto di rivalsa nei confronti del cessionario/committente, su cui si veda infra).

L'obbligo di emissione della nota di variazione risulta da assolvere a prescindere dal motivo della variazione e del periodo di tempo trascorso dal momento dell'emissione o della registrazione della fattura originaria; esso è quindi un corollario dell'art. 6 c. 4 DPR 633/72, disposizione che prevede che – laddove si verifichino modificazioni dell'imponibile o dell'imposta - il soggetto passivo sarà tenuto a rettificare l'operazione in aumento (oppure in diminuzione), ai sensi dell'art. 26 D...

Contenuto riservato agli abbonati.
Vuoi consultarlo integralmente?

Sei un abbonato

Non sei un abbonato

Se vuoi maggiori informazioni contatta il tuo agente di zona