Adeguata verifica della clientela: contenuto, tempi e modalità operative14 Ottobre 2025
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Inquadramento La disciplina degli obblighi di adeguata verifica della clientela ha visto la luce con il recepimento della terza Direttiva antiriciclaggio (Dir. UE 2005/60) ad opera del D.Lgs. 231/2007. In precedenza, il D.Lgs. 56/2004 si era limitato ad imporre ai destinatari della normativa antiriciclaggio l'obbligo di identificare la propria clientela attraverso un documento di identità in corso di validità. Il cambio di passo è motivato dall'indicazione del legislatore comunitario, poi definitivamente “consacrata” nella quarta Direttiva antiriciclaggio (Dir. UE 2015/849), relativa alla necessità di fondare l'intero assetto degli adempimenti antiriciclaggio sulla valutazione del rischio di riciclaggio/finanziamento del terrorismo (AML/FDT) relativo al cliente e all'operazione, tarando in base agli esiti della stessa l'intensità dei controlli e dei presidi da adottare. La regola Know your client (KYC) riassume perfettamente il senso e lo scopo dell'adeguata verifica: conoscere il cliente significa poterne gestire la rischiosità e, nel caso in cui questa divenga troppo elevata, rivolgersi all'autorità di vigilanza – attraverso la segnalazione di operazioni sospette – affinché ques... Contenuto riservato agli abbonati. |