Dottrina / Schede d'autore

Accertamento analitico

22 Settembre 2025 |

L'accertamento analitico, riguardante le imposte dirette e l'IVA, è basato sulla rettifica di una o più poste contabili o sul recupero a tassazione di uno o più importi con valenza reddituale in caso di persone fisiche. Per gli esercenti attività d'impresa e per i professionisti, esso presuppone la correttezza dell'impianto contabile, di cui viene riconosciuta l'attendibilità. L'onere della prova spetta all'ufficio, ad eccezione delle indagini finanziarie in cui grava sul contribuente.

Sommario

Inquadramento

Dal punto di vista sistematico, non esiste una disciplina positiva dell'accertamento analitico, né una o più norme che lo prevedano espressamente, tanto ai fini delle imposte dirette e dell'IRAP, quanto dell'IVA, nel cui perimetro esso è limitato.

Esso, infatti, non rappresenta un genus normativo ma un metodo accertativo, che viene applicato nell'ambito e nel contesto di alcuni tipi di accertamento, a seconda che si riferiscano alle persone fisiche o alle imprese e autonomi e, al contempo, valido sia in materia di imposte dirette e IRAP che ai fini IVA.

Tecnicamente, dunque, si definisce analitico il metodo di accertamento fondato sulla rettifica, o sul recupero ad imposizione, di singole voci dichiarate dal contribuente o al medesimo riconducibili, sia che si tratti di un privato che di un titolare di partita IVA.

Muovendo da questo presupposto, il metodo analitico è posto a base:

  • dell'accertamento derivante da indagini finanziarie di cui all'art. 32 DPR 600/73, rivolto sia ai privati che ai titolari di partita IVA;
  • dell'accertamento fondato sulla contabilità di cui all'art. 39 c. 1 DPR 600/73, ai fini delle imposte dirette e all'art. 54 DPR 633/72, ai fini IVA;
  • de...

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