Dottrina / Riviste

Plastic Tax: tra criticità applicative e opportunità aziendali

09 Agosto 2021 |
All'interno del quadro normativo delineato dal recepimento della Direttiva per la riduzione dell'incidenza dei prodotti di plastica sull'ambiente, i produttori devono operare una valutazione preliminare dei beni da essi prodotti e se questi possano o meno effettivamente essere definiti MACSI – usa e getta –, con tutti i connessi e conseguenti oneri dichiarativi della plastic tax.
Sommario
Premessa

Alla luce dell'attuale scenario mondiale volto ai principi di sostenibilità ambientale, nonché mossi dall'obiettivo di una progressiva riduzione dell'utilizzo di elementi e prodotti plastici nel quotidiano consumo europeo – in primis quello usa e getta – l'UE ha adottato la Dir. UE/2019/904 con la quale sono stati forniti indirizzi agli Stati membri per l'istituzione di un maggior carico fiscale su quei prodotti plastici (o contenenti parti plastiche) maggiormente invasivi nel consumo corrente.

Lo Stato italiano ha recepito la citata Direttiva con la L. 160/2019 (art. 1 c. da 634 a 652), istituendo la cd. Plastic Tax applicata al consumo dei manufatti con impiego unico (MACSI), tra cui a titolo esemplificativo: contenitori, buste, pellicole, prodotti finalizzati a contenere, proteggere o consegnare merci o prodotti alimentari nonché i semilavorati e le preforme, realizzati integralmente o parzialmente con materie plastiche e impiegati, a loro volta, nella produzione di MACSI.

Il c. 637 individua, poi, i soggetti passivi obbligati al pagamento dell'imposta: il produttore per i MACSI confezionati in Italia; il committente, ove sia quest'ultimo a chiedere la produzione di ...

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