Dottrina / Riviste

Il CPB dopo il decreto Omnibus: criticità ancora aperte

21 Ottobre 2026 |

La Circ. AE 6 ottobre 2026 n. 8/E riordina il concordato preventivo biennale alla luce del decreto Omnibus: adesione priva di effetti senza i requisiti, nuove cause di esclusione e di decadenza, benefici per chi rinnova e ravvedimento speciale 2020-2023, decisivo per chiudere il periodo 2023. Il contributo propone una check-list documentale per il rinnovo (con il suggerimento di alcuni accorgimenti) e segnala le criticità tuttora aperte.

Premessa

Con la Circ. AE 6 ottobre 2026 n. 8/E l'Agenzia delle Entrate ricompone in un unico documento di prassi l'intera disciplina del Concordato Preventivo Biennale (CPB), sostituendo le precedenti circolari e raccogliendo in appendice FAQ e risposte a quesiti della stampa specializzata. Il documento interviene a meno di un mese dal termine di adesione per il biennio 2026-2027, differito al 31 ottobre 2026 (di fatto al 2 novembre, cadendo il 31 di sabato) dall'art. 7-bis DL 38/2026.

Il cuore delle novità è l'art. 28 D.Lgs. 148/2026 (decreto Omnibus), in vigore dal 12 agosto 2026, che modifica gli artt. 10, 11, 14, 19, 20, 21 e 22 D.Lgs. 13/2024. Le modifiche si applicano dalle adesioni per il biennio 2026-2027; per i bienni 2024-2025 e 2025-2026 resta ferma la disciplina previgente. Ne deriva un doppio binario che dovrà essere gestito per almeno due anni, distinguendo per ciascuna posizione il biennio di adesione.

Il contributo esamina le novità più rilevanti per l'operatività e segnala i profili che restano critici o non pienamente risolti dalla circolare.

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