Dottrina / Best practice

Intelligenza artificiale e early warning: come utilizzare l’AI per intercettare i segnali di crisi

13 Ottobre 2026 |

Sebbene gli strumenti di allerta previsti dal Codice della crisi consentano di monitorare squilibri patrimoniali, economici e finanziari, molti dei segnali oggi utilizzati descrivono una difficoltà già emersa: ritardi nei pagamenti, esposizioni bancarie deteriorate o debiti fiscali e contributivi. L’intelligenza artificiale può anticipare l’attenzione perché analizza congiuntamente grandi quantità di dati, individua correlazioni difficilmente percepibili e valorizza anche informazioni qualitative. La best practice, tuttavia, non consiste nel delegare alla macchina la diagnosi della crisi. Occorre costruire un processo nel quale l’algoritmo segnala un aumento del rischio, mentre amministratori, organi di controllo e professionisti verificano l’attendibilità dell’output, ne comprendono il significato e decidono tempestivamente le iniziative da assumere.

Il caso

Un’impresa può non avere ancora omesso pagamenti rilevanti e presentare, tuttavia, un progressivo deterioramento: riduzione della liquidità, peggioramento dei rapporti con i fornitori, revisione degli affidamenti, cambiamenti nel management o aumento del turnover dei dipendenti.

Considerati isolatamente, questi eventi possono apparire fisiologici. Se letti insieme e confrontati con l’andamento storico dell’impresa e con realtà omogenee, possono invece costituire segnali premonitori di una crisi.

L’AI serve proprio a collegare tali informazioni, non a trasformarle automaticamente in una dichiarazione di insolvenza.

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