Dottrina / Riviste

TCF e gestione dei rischi fiscali pregressi dopo il correttivo Omnibus

12 Ottobre 2026 |

Il correttivo Omnibus estende al TCF opzionale la comunicazione dei rischi pregressi. Il confronto tra i rinvii normativi e la disciplina dei rischi mappati fonda una lettura selettiva dell’esimente, centrata sulle questioni interpretative e qualificatorie. La gestione del passato si raccorda con la responsabilità degli organi aziendali e la correzione dei processi.

La natura del rischio delimita la tutela

Una società che, prima di optare per il Tax Control Framework, scopre una criticità in una dichiarazione già presentata, deve capire che cosa ha davanti: una questione interpretativa sul trattamento fiscale oppure un errore nell’esecuzione di una regola già definita. Dopo il correttivo Omnibus, la distinzione incide sulla tutela sanzionatoria del rischio pregresso.

Il D.Lgs. 148/2026 consente a chi ha esercitato l’opzione per il TCF di comunicare i rischi relativi a condotte dei periodi d’imposta anteriori a quello dell’opzione. Il regime, disciplinato dall’art. 149 D.Lgs 141/2026 già art. 7-bis D.Lgs. 128/2015, riguarda i contribuenti privi dei requisiti per l’adempimento collaborativo e richiede il sistema previsto dall’art. 4. La tutela non discende dalla certificazione in quanto tale, ma dalla comunicazione qualificata e dalle condizioni dei commi 2-bis e 2-ter. Alla data in cui si scrive non constano chiarimenti ufficiali specificamente dedicati al perimetro dei nuovi commi.

La tesi qui sostenuta è che l’esimente riguardi le criticità che richiedono una soluzione interpretativa o qualificatoria, anche quando emergono dai...

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