Dottrina / Riviste

Superbonus, i piè d’opera entrano nei SAL: il divieto non ha base di legge

29 Settembre 2026 |

I materiali consegnati in cantiere e non ancora posati concorrono a raggiungere la soglia del trenta per cento richiesta per ciascun SAL superbonus. Nessuna norma li esclude: il divieto nasce da una risposta del MEF del novembre 2024 che cita la definizione di SAL omettendo le somministrazioni. I giudici tributari lo smentiscono, la Cassazione chiede la prova; il credito, al più, è non spettante.

Art. 121 c. 1-bis DL 34/2020: una soglia legale senza una nozione legale di SAL

La disciplina del superbonus ha affidato allo stato di avanzamento dei lavori effetti decisivi senza mai dire che cosa esso sia.

Cessione e sconto si esercitano per ciascun Stato Avanzamento Lavori, non più di due, ciascuno riferito ad almeno il trenta per cento dell’intervento complessivo (art. 121 c. 1-bis DL 34/2020); la proroga per le unifamiliari ha richiesto, al 30 settembre 2022, lavori effettuati per almeno il trenta per cento (art. 119 c. 8-bis DL 34/2020). In nessuno dei due casi il legislatore ha definito il parametro cui ha ancorato il beneficio.

Il vuoto è stato colmato per relationem dalla sola definizione esistente, quella della contabilità dei lavori pubblici: il SAL riassume tutte le lavorazioni e tutte le somministrazioni eseguite dal principio dell’appalto sino ad allora (art. 14 c. 1 lett. d) DM 7 marzo 2018 n. 49, oggi art. 12 all. II.14 D.Lgs. 36/2023).

Il rinvio non è una costruzione degli interpreti: l’Agenzia delle Entrate lo ha fatto proprio, riproducendo quella definizione, somministrazioni comprese (Circ. AE 23 giugno 2022 n. 23/E, par. 5.2; Risp. AE 5 gennaio 2024 n. 1).

Il...

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