Dottrina / Riviste

Rendita catastale impugnata: il nuovo accertamento IMU tra termini e interessi

07 Settembre 2026 |

Il D.Lgs. 147/2026 disciplina l’accertamento IMU sui fabbricati con rendita rettificata e impugnata, collegando al giudicato catastale il termine per il recupero del differenziale e per il rimborso. La novella incide sul coordinamento tra contenzioso catastale e pretesa comunale e apre questioni su interessi, annualità recuperabili e giudizi pendenti.

Deroga mirata al termine ordinario di accertamento

Il D.Lgs. 147/2026, in vigore dal 12 agosto 2026, interviene in materia di tributi regionali e locali e federalismo fiscale regionale. Più in particolare, introduce con l’art. 32 una disciplina specifica per l’IMU sui fabbricati la cui rendita, proposta mediante atto di aggiornamento ex DM 19 aprile 1994 n. 701, sia stata rettificata dall’Agenzia delle Entrate e impugnata dal contribuente. Il perimetro è quindi circoscritto alla sequenza DOCFA – rettifica della rendita – impugnazione della rettifica.

La norma deroga al termine ordinario dell’art. 1 c. 161 L. 296/2006, che impone la notifica degli avvisi relativi ai tributi locali entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. La scansione per singola annualità può non coordinarsi con i tempi del contenzioso catastale.

La criticità emerge soprattutto nelle variazioni DOCFA. La Cassazione ha chiarito che, quando la nuova rendita consegue a modificazioni denunciate dal contribuente, quella successivamente attribuita è utilizzabile, una volta notificata, dalla data della denuncia, anche ...

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