Dottrina / Riviste

Cessione di studi professionali: l’imposta di registro dopo la riforma

08 Giugno 2026 |

Le operazioni aventi ad oggetto studi professionali, clientela, quote associative e partecipazioni in società tra professionisti hanno assunto una crescente rilevanza economica e sistematica. La riforma del D.Lgs. 192/2024 ha profondamente modificato il trattamento fiscale della cessione degli studi e delle quote dei professionisti uscenti. L’esclusione dall’IVA e l’applicazione dell’imposta di registro proporzionale pongono nuove questioni interpretative, ulteriormente ridefinite da prassi e giurisprudenza.

Premessa

Negli ultimi anni le operazioni aventi ad oggetto studi professionali, clientela professionale, quote associative e partecipazioni in società tra professionisti hanno assunto una crescente rilevanza economica e sistematica.

L’evoluzione del mercato delle professioni ha infatti favorito la diffusione degli studi associati multidisciplinari e, di conseguenza, le operazioni di ingresso e uscita dei professionisti e la valorizzazione economica della clientela e dell’avviamento professionale.

In tale contesto, il tema della fiscalità indiretta delle operazioni professionali è divenuto centrale, soprattutto con riguardo:

  • all’applicazione dell’IVA;
  • all’imposta di registro;
  • alla qualificazione delle operazioni come trasferimento di azienda o mera cessione di rapporti professionali;
  • alla tassazione delle quote dei professionisti uscenti.

Il quadro normativo è stato profondamente inciso dal D.Lgs. 192/2024, che ha innovato il trattamento IVA delle operazioni aventi ad oggetto studi professionali, nonché dai recenti orientamenti dell’Agenzia delle Entrate e della giurisprudenza di legittimità.

Particolarmente rilevanti risultano la Risp. AE 11 dicembre 2025 n. 311 e...

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