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Esenzione IMU per ETS: intreccio normativo con criticità ancora da risolvere

28 Maggio 2026 |

L’esenzione IMU per gli ETS e gli enti non commerciali richiede la coesistenza dei requisiti soggettivi e oggettivi, nonché lo svolgimento di attività con modalità non commerciali. La disciplina, influenzata dal diritto UE in materia di aiuti di Stato, impone una verifica sostanziale dell’attività svolta, valorizzando criteri economici, utilizzo dell’immobile, corrispettivi applicati e concreta assenza di finalità lucrative.

Premessa

La disciplina dell’esenzione IMU per gli enti del Terzo settore costituisce oggi uno dei settori più instabili e controversi dell’intero diritto tributario.

Il punto di partenza della disciplina è rappresentato dall’art. 7 c. 1 lett. i) D.Lgs. 504/92, disposizione originariamente dettata in tema di ICI e successivamente trasfusa nella disciplina dell’IMU. La norma riconosce l’esenzione agli immobili destinati esclusivamente allo svolgimento, con modalità non commerciali, di talune attività. Con il CTS, il legislatore ha poi esteso la disciplina agli ETS non commerciali di cui all’art. 79 c. 5 D.Lgs. 117/2017, richiamando espressamente, all’art. 82 c. 6, il sistema agevolativo IMU.

La questione si è complicata a seguito del noto intervento della Commissione europea con la Decisione UE 2013/284 in materia di aiuti di Stato. Il diritto europeo ha infatti imposto una lettura economica del concetto di non commercialità: secondo la Commissione, un ente può essere formalmente non profit ma operare comunque sul mercato in condizioni concorrenziali. Ne consegue che l’esenzione IMU può essere concessa soltanto quando l’attività...

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