Dottrina / Riviste

Accordi di separazione simulati in danno dei creditori e rischi per il terzo acquirente dal coniuge separato

27 Aprile 2026 |
Domenico Frustagli

Il creditore che avvia un’azione esecutiva nei confronti di un soggetto separato deve verificare attentamente eventuali beni usciti dal patrimonio del debitore a seguito di separazione, onde valutare se formulare una domanda di accertamento giudiziale della simulazione. Sull’aspetto si segnalano interessanti interventi giurisprudenziali, anche in ordine alle conseguenze sotto il profilo penale tributario.

Patti patrimoniali di separazione simulati e tutela dei creditori

Come noto, la casa, sia essa di abitazione familiare o meno, non può essere pignorata nel caso in cui sia intestata al coniuge non debitore in regime di separazione dei beni o in caso di trasferimento convenzionale dell’immobile al coniuge non debitore in sede di separazione.

In tale ultimo caso, però, ove il patto patrimoniale inserito negli accordi di separazione consensuale sia simulato e finalizzato a sottrarre i beni alle pretese del creditore, come chiarito dalla giurisprudenza di legittimità (Cass. 30 aprile 2024 n. 11525), quest’ultimo potrebbe rivolgersi al tribunale per ottenere un accertamento giudiziale della simulazione e la conseguente nullità del trasferimento immobiliare a favore del coniuge non debitore, procedendo successivamente all’azione esecutiva sulla casa.

La medesima giurisprudenza (Cass. 16 febbraio 2026 n. 3442, Sez. I) nel richiamare l’orientamento consolidato in materia di accordi patrimoniali stipulati in occasione della separazione consensuale, ha infatti precisato che la separazione tra coniugi costituisce un negozio di diritto familiare dotato di un contenuto essenziale: os...

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