Dottrina / Riviste

Debiti tributari e società estinte

20 Marzo 2026 |

Nonostante il tempo trascorso dall’emanazione dell’art. 28 D.Lgs. 175/2014, la normativa in tema di società estinte e debiti tributari continua ad alimentare un dibattito, in giurisprudenza e in dottrina, mai del tutto sopito, a fronte del quale emergono tutte le lacune di una disciplina che ha creato in ambito tributario più zone di ombra che di luce.

D.Lgs. 6/2003 e riflessi in ambito tributario

Con il D.Lgs. 6/2003, il legislatore è intervenuto in modo organico sulla disciplina dello scioglimento, della liquidazione e dell’estinzione delle società, introducendo una regolamentazione specifica per le società di capitali.

Prima della riforma, la giurisprudenza di legittimità riteneva che la società conservasse la capacità giuridica e processuale anche dopo la cancellazione dal Registro delle imprese, fino alla definizione di tutti i rapporti pendenti. Il novellato art. 2495 c.c., entrato in vigore il 1° gennaio 2004, ha invece attribuito efficacia costitutiva alla cancellazione, determinando l’estinzione dell’ente e la perdita della capacità di essere parte nel processo.

Tale interpretazione è stata confermata dalla Cassazione, secondo cui la cancellazione comporta il venir meno della soggettività giuridica della società e il trasferimento dei rapporti residui in capo ai soci secondo un fenomeno di tipo successorio (Cass. SU 22 febbraio 2010 n. 4060).

La riforma ha prodotto effetti anche sul piano tributario: la società estinta, non essendo più dotata di capacità giuridica, non avrebbe dovuto essere destinataria d...

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