Trattamento fiscale degli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali19 Marzo 2026
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Tutti gli aumenti salariali corrisposti nel corso dell’anno 2026, purché originati da contratti collettivi sottoscritti nel triennio 2024-2026, beneficiano di un’aliquota agevolata pari al 5%, in luogo della tassazione IRPEF ordinaria. Possono accedere al beneficio i lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente, nell’anno precedente (2025), non abbia superato la soglia di € 33.000. Inquadramento Per favorire l’adeguamento salariale al costo della vita e rafforzare il legame tra produttività e salario, gli incrementi retributivi corrisposti nel corso dell’anno 2026, in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, sono assoggettati a un’imposta sostitutiva con aliquota agevolata del 5%, in luogo della normale tassazione dell’IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali. Possono accedere a questa forma di tassazione ridotta i lavoratori che, nell’anno 2025, abbiano percepito un reddito da lavoro dipendente non superiore a € 33.000 (art. 1, c. 7, L. 199/2025). Il lavoratore non è tenuto a presentare una specifica istanza per fruire del regime sostitutivo, che si applica automaticamente. Resta ferma la possibilità di optare per la tassazione ordinaria mediante espressa rinuncia scritta. L’Agenzia delle Entrate, Circ. AE 24 febbraio 2026 n. 2/E, ha fornito le seguenti istruzioni operative. Requisiti Limite reddituale Ai fini della verifica del limite reddituale (€ 33.000) devono essere considerati tutti i redditi di lavoro dipendente percepiti dal lavoratore nel periodo d’imposta 2025, anche se derivanti da p... Contenuto riservato agli abbonati. |