Dottrina / Riviste

Atti di recupero: le novità normative e gli istituti deflattivi del contenzioso

19 Marzo 2026 |

Con la Riforma fiscale del 2024 il legislatore ha dedicato molta attenzione alla disciplina degli atti di recupero dei crediti d’imposta utilizzati in compensazione, ben sapendo che la notifica di tali atti ha da sempre comportato notevoli problematiche procedurali e sostanziali, ponendo il contribuente dinnanzi a molteplici insidie in ottica difensiva. Il quadro della situazione, tra dubbi interpretativi e prime soluzioni.

Da ormai molti anni, sono sorti accesi dibattiti in dottrina e giurisprudenza aventi ad oggetto:

  • la natura giuridica degli atti di recupero quali atti impositivi sostanziali, piuttosto che meramente liquidatori finalizzati al recupero di debiti d'imposta esposti in dichiarazione ma non versati;
  • l’incerta interpretazione delle definizioni legislative di credito non spettante o inesistente di cui all’art. 13 D.Lgs. 471/97.

Per tal motivo, il legislatore della riforma del 2024 ha cercato di riordinarne l'intera disciplina da un punto di vista procedurale e sostanziale apportando le seguenti novità:

(1) nel DPR 600/73 è stato inserito l’art. 38-bis con cui è stata riordinata la nuova procedura di emissione degli atti di recupero emessi dal 30 aprile 2024 con abrogazione di tutte le precedenti regole disseminate in varie fonti normative;

(2) è stato introdotto l'obbligo del contraddittorio preventivo: salvo alcune eccezioni, gli uffici finanziari saranno obbligati ad attivare il contraddittorio anche in relazione agli atti di recupero per i quali dovrà essere applicato il nuovo art. 6-bis L. 212/2000 (Statuto dei Contribuenti) con la notifica preventiva del c.d. schema d'atto;

(3) s...

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