Dottrina / Riviste

L’intelligenza artificiale generativa nello svolgimento dell’incarico professionale

23 Febbraio 2026 |

Responsabilità, trasparenza e autonomia: sono queste le parole chiave che guidano la riflessione sull’uso dell’intelligenza artificiale generativa da parte dei professionisti. L’art. 13 L. 132/2025 ha fissato principi chiari a presidio della qualità della prestazione d’opera intellettuale, valorizzando la dimensione umana anche nell’era digitale.

Sommario

Diffusione dell'intelligenza artificiale

Negli ultimi anni, l'intelligenza artificiale generativa si è progressivamente affermata come strumento integrato nell'attività quotidiana di molti professionisti, coinvolgendo ormai ambiti ben oltre le sole operazioni ripetitive o a basso contenuto cognitivo. Al contrario, si assiste oggi al suo ingresso in processi ad elevata complessità intellettuale, come quelli tipicamente svolti da consulenti del lavoro, avvocati, commercialisti, giornalisti, ingegneri, ecc.. In questo scenario in rapida evoluzione, diventa essenziale definire con chiarezza il perimetro giuridico dell'IAG all'interno dell'incarico professionale, anche alla luce delle norme civilistiche e degli obblighi deontologici che ne presidiano lo svolgimento.

AI Act e Legge nazionale: due livelli normativi complementari

L'anno 2025 ha segnato un punto di svolta nella regolamentazione dell'intelligenza artificiale generativa, in coincidenza con la progressiva applicazione del Reg. UE 2024/1689 (AI Act) e con l'entrata in vigore, in Italia, della L. 132/2025.

Le due normative dialogano su piani diversi ma coerenti:

  • Il regolamento europeo delinea un quadro generale, basato sulla v...

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