Dottrina / Riviste

IA e deontologia professionale: obbligo di governo e rischio di delega eccessiva

19 Dicembre 2025 |

Le recenti evoluzioni della normativa italiana sull'intelligenza artificiale hanno creato un imperativo di chiarezza per i professionisti (compresi i commercialisti e i revisori legali). L'integrazione degli strumenti di IA non è più solo una questione di efficienza, ma un terreno normativo e deontologico che richiede una navigazione prudente e consapevole.

Sommario

Il presente scritto si propone di fornire una guida operativa a dottori commercialisti e revisori legali dei conti a seguito dei recenti sviluppi normativi in materia di deontologia professionale. Infatti, la recente approvazione della normativa italiana sull'intelligenza artificiale ha creato un imperativo di chiarezza per le professioni intellettuali. Per i professionisti, l'integrazione degli strumenti di IA non è più solo una questione di efficienza, ma un terreno normativo e deontologico che richiede una navigazione prudente e consapevole.

L'analisi delle convergenze tra la nuova legge e il codice deontologico evidenzia che l'IA non rivoluziona i principi etici fondamentali, ma li amplifica, introducendo specifici obblighi di trasparenza, competenza e responsabilità.

“Nuovo” Framework Normativo: IA, Strumento e Non Sostituto

La nuova normativa italiana sull'IA stabilisce un principio cardine: l'intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali è finalizzata “al solo esercizio delle attività strumentali e di supporto all’attività professionale”.

Questo dettato legislativo pone un confine netto e non superabile. Infatti, deve, comunque, prevalere il lavoro intellettuale...

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