Bilancio di sostenibilità: evidenze, sfide e prospettive del modello VSME10 Dicembre 2025
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Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato sul portale istituzionale nella giornata di mercoledì 26 novembre il numero 19 della “Informativa Reporting di Sostenibilità”, dedicato al tema “Il reporting di sostenibilità per le PMI italiane: evidenze, sfide e prospettive del modello VSME”. Il documento si colloca nel percorso di approfondimento promosso dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti in materia di rendicontazione di sostenibilità per le PMI, con particolare riferimento al modello VSME (Voluntary Standard for Micro, Small and Medium Enterprises) elaborato dall'EFRAG. Il gruppo di lavoro si è posto un obiettivo conoscitivo e analitico: comprendere come le PMI stiano interpretando la sostenibilità in chiave proporzionata, cogliendo l'equilibrio tra requisiti informativi essenziali e dinamiche di cambiamento organizzativo. In questo contesto, assume rilievo anche il ruolo della professione contabile, chiamata ad accompagnare le imprese verso una rendicontazione più consapevole, strutturata e utile ai processi decisionali. Sostenibilità come fattore di continuità aziendale e di cambiamento culturale Va ricordato che con un precedente documento dal titolo “Sostenibilità, governance e finanza dell'impresa: impatto degli ESG con particolare riferimento alle PMI” (aprile 2025), il CNDCEC aveva affermato che l'incessante (e inevitabile) cammino dei temi riferiti alla sostenibilità, e in primo luogo ai fattori ESG, determinano una svolta “culturale”, complessa e articolata che impatta inevitabilmente sugli assetti OAC (Organizzativo, Amministrativo e Contabile) e sulla loro adeguatezza. La sostenibilità e i fattori ESG non sono altro che fattori di rischio (upside e downside) che vanno analizzati, allocati nel piano d'impresa, monitorati e gestiti. L'affidabilità delle imprese e la loro continuità aziendale sarà inevitabilmente filtrata dalla valutazione degli impatti in tema di sostenibilità. La rappresentazione, la disclosure e la fruibilità delle informazioni non finanziarie, oggi, nell'ordinamento europeo, informazioni “di sostenibilità”, secondo la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) , ed ESG in particolare, ai fini della raffigurazione della sostenibilità aziendale, assumeranno sempre più un ruolo strategico. La sostenibilità e lo sviluppo sostenibile sono quindi collegati a una nuova idea di benessere, ma forse è più corretto dire a una condizione essenziale di sopravvivenza dell'impresa che tiene conto della qualità della vita della collettività, integrata con l'attività produttiva delle imprese, degli enti e delle amministrazioni pubbliche.
L'obiettivo dello sviluppo “ESG-oriented” mira, dunque, a mantenere in equilibrio costante il rapporto tra ambiente, società ed economia, al fine di soddisfare bisogni (sempre più avvertiti come) collettivi e garantire migliori condizioni di vita alle persone.
Raccomandazione della Commissione Europea sul VSME La crescente consapevolezza delle sfide ambientali, sociali e di governance e della necessità di reindirizzare i capitali verso un'economia più sostenibile ha fatto emergere l'esigenza di una rendicontazione di sostenibilità standardizzata a livello europeo. Questo percorso ha visto una progressiva stratificazione normativa, culminata nell'attuale assetto che include la Direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese (CSRD) e gli standard europei di rendicontazione di sostenibilità (ESRS). Il percorso del VSME si inserisce in questo contesto e si è consolidato con l'adozione da parte della Commissione Europea della Racc. UE 30 luglio 2025 n. 1710 che incoraggia l'utilizzo volontario dello standard da parte delle PMI non quotate. Quadro normativo nazionale: il D.Lgs. 125/2024 e Fase 2 del recepimento L'avanzamento nella costruzione di un ecosistema nazionale strutturato per il reporting di sostenibilità, anche attraverso il supporto coordinato delle varie Autorità pubbliche, è stato segnato dal D.Lgs. 125/2024, che recepisce la CSRD in Italia. Sebbene il VSME, evidenzia l'analisi dei commercialisti, non rientri fra gli obblighi normativi, la cornice attuativa del decreto genera un contesto favorevole all'adozione volontaria degli standard: le esigenze delle supply chain, la crescente attenzione degli intermediari finanziari alla qualità dei dati ESG e le iniziative pubbliche di accompagnamento spingono molte PMI ad avvicinarsi a strumenti coerenti con il quadro europeo. La fase 2 del recepimento mira in particolare a definire strumenti proporzionati per supportare le PMI, non obbligate alla rendicontazione, in un percorso graduale e sostenibile. Ruolo del CNDCEC e degli Ordini territoriali Il CNDCEC ha avviato un percorso di indirizzo e coordinamento volto a supportare i professionisti e le imprese nell'approccio alla sostenibilità. Ha costituito una Commissione Nazionale di Studio dedicata al tema dello Sviluppo Sostenibile, divisa in tre sottocommissioni (Governance e Finanza, Assurance, nonché la scrivente Reporting di Sostenibilità) che forniscono documenti interpretativi, attività formative e linee guida, attraverso i suoi delegati in commissioni e organismi di natura pubblica e privata che si occupano di materie inerenti. Completano tale contributo, come di consueto, gli Ordini territoriali che svolgono funzione di raccordo operativo, promuovendo la diffusione di competenze (corsi, seminari, webinar, ecc.) e strumenti digitali. Principali evidenze emerse Evidenzia lo studio che nel complesso sono stati esaminati oltre quaranta bilanci di sostenibilità redatti in coerenza, piena o parziale, con il modello VSME. Nella maggior parte dei bilanci esaminati, i temi ESG sono elencati in modo descrittivo o associati a valori aziendali generali, senza che siano chiariti i criteri di selezione o il grado di priorità. Solo pochi casi mostrano segnali di evoluzione verso una analisi di materialità più consapevole, che riconosce la centralità dei temi effettivamente rilevanti per l'impresa e per gli stakeholder, in linea con i principi di proporzionalità e gradualità previsti dal modello VSME. Ben poche delle imprese analizzate hanno applicato in modo formale la doppia materialità, che si attesta su di un livello di maturità ancora in fase di sperimentazione per la maggior parte delle PMI. Sintesi e collegamento alle prospettive Osserva lo studio dei commercialisti che nel complesso si rileva una maggior consapevolezza del valore gestionale della rendicontazione di sostenibilità, che inizia a essere percepita non solo come adempimento, ma anche come strumento di monitoraggio e miglioramento. Permangono tuttavia casi in cui la disclosure rimane prevalentemente descrittiva o concentrata sugli aspetti formali. Dinamiche della rendicontazione ESG: tra adempimento e cambiamento Dall'analisi dei bilanci esaminati, emerge una tendenza ricorrente: la crescente diffusione della rendicontazione ESG non sempre si accompagna a un incremento proporzionale delle azioni e degli investimenti effettivamente orientati alla transizione sostenibile. Molte imprese concentrano le proprie risorse sull'adempimento informativo e sulla predisposizione del report, mentre la dimensione operativa (implementazione di un processo, definizione di un piano di azione ESG) rimane parziale o riferita come in fase di definizione. Si tratta tuttavia di una dinamica fisiologica, tipica di una fase di transizione in cui la misurazione può rappresentare un primo passo per pianificare interventi più mirati. Conclusioni Nella parte conclusiva dello studio dei commercialisti, è evidenziato che in questo scenario il VSME offre alle PMI un modello proporzionato e sostenibile che consente di organizzare i dati ESG in modo coerente e di rispondere alle richieste operative provenienti dal mercato. L'adozione volontaria del modello può rappresentare un primo passo verso sistemi informativi più maturi, soprattutto se i contenuti vengono letti e applicati in coerenza con gli ESRS, favorendo un'evoluzione graduale e realistica. |