Dottrina / Riviste

Irrilevanza fiscale della cessione del marchio detenuto da una persona fisica

29 Maggio 2025 |

Il contributo analizza le implicazioni fiscali della cessione del marchio d'impresa da parte di una persona fisica non imprenditore e non lavoratore autonomo. Considerazioni particolari riguardano il rapporto fra lo sfruttamento del diritto d'immagine ed il marchio patronimico.

Sommario

Il ruolo del marchio

Il marchio, come noto, è un asset immateriale centrale per la strategia d'impresa.

La sua tutela è assicurata a livello internazionale (Convenzione di Parigi, OMPI) e nazionale (CPICodice della Proprietà Industriale, D.Lgs. 30/2005).

Spesso il marchio è detenuto ab origine dal fondatore dell'impresa il quale lo registra a proprio nome in modo prudenziale al fine di mantenerne comunque il controllo, specie nella fase iniziale dell'attività intrapresa.

Le modalità di trasferimento

Il CPI distingue due modalità di trasferimento del marchio: la concessione (licenza temporanea) e la cessione (trasferimento definitivo). Solo la prima comporta un obbligo di "permettere" temporaneamente e per la durata concordata fra le parti l'uso del marchio.

Inquadramento storico fiscale

Fondamentale in questa disamina è il percorso storico della fiscalità del marchio, specialmente nell'eventuale compravendita.

Il DPR 597/73 includeva espressamente i proventi derivanti dall'utilizzo economico dei marchi nella categoria dei redditi da lavoro autonomo, mentre ora l'art. 53 TUIR non menziona più marchi, neanch

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