Dottrina / Riviste

DAC 9: un nuovo tassello nella cooperazione fiscale europea

22 Maggio 2025 |

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, la Dir. UE 2025/872 – nota come DAC 9 – inaugura una nuova fase nel rafforzamento della cooperazione amministrativa in ambito fiscale tra gli Stati membri. Questo provvedimento rappresenta l'ultima tappa dell'evoluzione avviata con la Direttiva 2011/16/UE (DAC 1) e si inserisce nel contesto delle iniziative volte a dare attuazione al progetto OCSE/G20 contro l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (BEPS).

Sommario

Finalità e panorama normativo

La Dir. UE 2025/872 è stata emanata per dare attuazione al regime di imposizione minima globale (Pillar 2), come previsto dalla Dir. UE 2022/2523, che recepisce il secondo pilastro dell'accordo internazionale BEPS. In particolare, la DAC 9 introduce lo scambio automatico delle informazioni contenute nella GloBE Information Return (GIR), essenziale per monitorare l'applicazione dell'aliquota fiscale minima del 15% da parte dei gruppi multinazionali con ricavi annui pari o superiori a 750 milioni di euro.

L'obiettivo principale della DAC 9 è rafforzare la cooperazione amministrativa tra le autorità fiscali degli Stati membri, promuovendo la trasparenza fiscale e garantendo un'applicazione uniforme ed efficace delle regole di imposizione minima, in linea con gli standard OCSE/G20 dell'8 ottobre 2021. Tra le misure chiave introdotte da tale accordo, vi sono la regola di inclusione del reddito (“income inclusion rule” o “IIR”), la regola sui profitti a bassa imposizione (“undertaxed profit rule” o “UTPR”) e la possibilità per gli Stati membri di adottare un'imposta integrativa domestica qualificata (“qualified domestic top-up tax” o “QDTT”).

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